Commento di Luigi: Game of Thrones 8x04 Ho Perso La Testa

LuigiToto|

Game of Thrones 8x04

Questo episodio di Game of Thrones vogliamo dedicarlo alla memoria di Ser Jorah. Era pregno della sua essenza, tanto che 3/4 dei personaggi sono stati friend-zonati, calpestati a livello sentimentale e umiliati su più livelli. Insomma, non l’avrei intitolato The Last of the Starks, ma Jorah, facci sognare ancora!

Anche nella morte il nostro Ser Friendzone ha dato il meglio. L’episodio inizia in modo tranquillo, con gioia e giubilio alla corte di Grande Inverno. “Si chiude una porta si apre una vodka!” è il nuovo motto degli Stark, altro che Winter is Coming. Neanche nel fegato di Marissa Cooper si è mai visto un tasso alcolico così alto. Addirittura il responsabile degli oggetti di scena, che è la stessa persona che si occupa di evitare i leaks di HBO,  era mbriaco come una scimmia. Tanto da dimenticare un bicchiere di Starbucks sulla tavolata.

La vera beffa è: Starbucks a Milano e a Grande Inverno ma non a Roma?

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Winterfell festeggia l’inaspettata vittoria di Arya Stark, che ha fatto fuori il Night King, e sette stagioni di mitologia, in dieci secondi scarsi. Più o meno la stessa durata del suo incontro passionale con Gendry.

E a proposito di Gendry, dopo essere stato nominato Lord della Montagna del Sapone da Daenerys, che spartisce regni e titoli neanche stesse giocando a Monopoly, confessa il suo amore ad Arya, che visualizza ma non risponde, che gli regala un tiepido grazie come Ryan a Marissa dopo il primo ti amo. Ser Jorah, ci ascolti?

Daenerys non è sicuramente l’anima della festa: è quella persona che quando le chiedi “Come va?” ti risponde in modo sincero, elecandoti tutti i suoi problemi invece di rispondere con un educato e falsissimo “tutto bene. A te?”. Nessuno vuole fare conversazione con lei, che solo per presentarsi ci mette otto minuti e trentacinque secondi. Insomma, Daenerys diventa Regina George dopo che Cady la fa ingrassare. Cady è Jon Snow.

Arrabbiata, delusa, sconfitta, umiliata, corre nelle stanze di Jon Snow per sedurlo. Lui inizia a baciarla ma dopo un po’ capisce di non essere abbastanza ubriaco per limonare con sua zia.

Lei lo prega, lo implora di non dire la verità sulle sue origini, gli passa un altro shottino. Lui, che è tanto caruccio quanto ingenuo e un po’ deficiente, dice: “vedrai che capiranno, ti accetteranno come regina”, non realizzando che Sansa ha iniziato a rivalutare Cersei dopo aver fatto la conoscenza della madre dei draghi.

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Jon, avendo le capacità comunicative dei tizi che fanno i provini del GF, lascia che sia Bran a dire la verità ad Arya e Sansa.

Le cose vanno abbastanza bene. Ned Stark ha mantenuto il segreto per diciotto anni, Sansa per diciotto minuti… scarsi.

La notizia sulle origini di Jon spinge Varys a cambiare team più velocemente di quanto abbiano fatto i fan di The Vampire Diaries dopo l’entrata in scena di Damon. Ma a differenza di Varys, che potrebbe tornare Stelena da un momento all’altro, noi non cambiamo team.

Brienne e Jaime, per la gioia di tutti gli shipper, si danno finalmente da fare. L’idillio dura cinque minuti, neanche il tempo di creare una fanpage. Sul pontile di Grande Inverno, Jaime sceglie di andare da Cersei.

Jon saluta Tormund e poi Sam e Gilly, le cose sono andate più o meno così:

Gilly: sai, se è maschio lo chiamaremo Jon.

Jon: chi?

Gilly: Jon, come te.

Jon: ah… beh, è un bel nome. Ma che ne direste di qualcosa di più esotico, che ne so, un nome a caso… Aegon?

Dopo questo episodio ero tentato di chiamare la protezione animali, ma purtroppo mi è stato detto che per i draghi e i metalupi ancora non ci sono enti a disposizione.

IN ESCLUSIVA, ABBIAMO LA CONVERSAZIONE tra il responsabile budget della serie che chiamaremo Tim con David Benioff e D.B. Weiss.

UFFICI HBO – Due anni fa

Tim: allora, parliamo di budget.

David: ehm, sì. Noi vorremmo avere più Rhaegal e più Ghost nella stagione otto.

Tim: chi?

D.B: Rhaegal e Ghost.

Tim: di cosa parliamo?

David: Rhaegal, il drago di Daenerys e Ghost, il metalupo di Jon.

Tim: ah, dici Drogon.

D.B.: no Rhaegal

Tim: oh, lo show lo scrivete voi e non sapete il nome del drago.

David: sono due. Due draghi. Prima erano tre.

Tim: ma che dici? Davvero?

David: diciamo che Drogon è sempre stato al centro della scena, ma sì erano tre.

Tim: ah, non era uno che cambiava colore?

D.B.: no.

Tim: ok, non possiamo pagare per due draghi. Non abbiamo budget. E neanche per il metalupo di Jon Snow, che a questo punto non sono sicuro se sia un aneddoto sessuale o…

David: no.

Tim: ah, è un metalupo vero, ok, allora non abbiamo i soldi neanche per lui. Abbiamo budget per un drago.

David: cosa?

Tim: mi dispiace.

D.B: ma non ha senso. Dove vanno tutti i soldi del budget?

Tim: al nostro efficentissimo responsabile anti-leaks. E a Starbucks, qui vicino.

D.B: ok, allora… dovremo dire addio a Rhaegal e a Ghost.

Tim: volete un frappuccino?

Dopo la terribile perdita di Rhaegal, che viene fatto fuori dalla versione tarocca di Pacey Whitter (che non perdoneremo mai e che vogliamo vedere come Crispy McBacon nel prossimo episodio), Cersei fa catturare Missandei, l’unica amica di Daenerys.

Tyrion si fa avanti, chiede alla sorella di ragionare, perché Cersei in fondo è sempre stata una persona pronta a scendere a compromessi.

Tyrion cita il bambino. Euron pensa che Cersei e Tyrion abbiano conversazioni segrete su WhatsApp a questo punto. Tyrion pensa che sua sorella non lo uccida perché gli vuole bene. La verità è che Cerse non lo uccide perché così potrà continuare a dare consigli pessimi a Daenerys.

L’obiettivo sembra chiaro: far sbroccare Daenerys. E Cersei ci riesce perfettamente. Missandei ci lascia con un messaggio preciso e abbastanza eloquente: DAJE FOCO.

ELUCUBRAZIONI

Episodio difficile e particolare che mi ha lasciato un certo senso di amarezza e confusione. Non so ben dir, ancora, se si tratti anche di profonda delusione. A livello di shock value, è un episodio molto potente. A livello emotivo è stato più pesante del terzo episodio. Nello scorso capitolo ci aspettavamo dei morti, eravamo pronti a subire delle perdite.

Vedere Rhaegal, dopo otto stagioni, essere ucciso in modo così brutale e quasi ingiusto fa davvero molto male. Ma Game of Thrones non è una serie giusta, non è una serie che uccide solo i cattivi. Questo episodio fa cambiare totalmente rotta al percorso di numerosi personaggi.

Prendiamo Daenerys, che implora Jon Snow di non dire nulla. Lo implora, in una scena che sembra quasi patetica. Quella non è la Daenerys che conosciamo, è un altro personaggio. Un personaggio senza onore e dignità. Daenerys può essere tutto, ma non è mai stata una persona meschina. Sembra come se gli autori abbiano deciso di punto in bianco: ok, cambiamole completamente la personalità e rendiamola un personaggio pessimo.

La caratterizzazione di Daenerys ha subito un’involuzione, dal cammino dell’eroe alla discesa nel baratro, verso quella che sembra una direzione da potenziale Mad Queen e villain.

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Certo, si potrebbe dire che era nei piani dall’inizio, ma se così è stato… allora la questione è stata costruita male, non sembra organica, non è fluida nel contesto della storia.

Questo non vuol dire che io non giustifichi la rabbia di Daenerys. Lei ha tutto il diritto di essere arrabbiata: ha perso tutto, nel giro di due episodi le è crollato il mondo addosso. Non è stato un qualcosa di graduale, è stato improvviso e brutale e farebbe uscire fuori di testa chiunque. A questo punto, se proprio deve succedere, che sia così. E quando un personaggio come Missandei, equilirata e pacifica, arriva a pronunciare Dracarys come sua ultima parola, vuol dire che a questo punto giustifica Daenerys. Citando Olenna, you’re a dragon. Be a dragon.

Daenerys è sempre voluta essere migliore degli altri. Non voleva un qualcosa del genere. Cersei è stata bravissima nello spingere tutti i pulsanti giusti. Come stratega, è davvero molto brava.

Daenerys è sola, senza amici, con pochi alleati, ha perso due figli, ha perso Jorah, ha perso Missandei, ha perso i Dothraki, ha perso Jon (perché mi sembra evidente). Ora è al punto più basso della sua esistenza. Mi sorprenderebbe se non impazzisse.

Il saluto di Jon al nord e a Ghost risulta privo di emozione. Il povero metalupo, che ha avuto sempre un ruolo chiave nella vita di Jon, ha un’uscita di scena ingloriosa.

Ma chi esce vincitore da questo episodio? Senza dubbio Sansa, che riesce ad ottenere ciò che vuole, tradendo il segreto di Jon ma facendo, secondo lei, il meglio per tutti. Cersei, ma è una vittoria momentanea, che diventerà un’amara sconfitta a breve. Jamie, che dopo aver fatto l’amore con Brienne torna ad Approdo del Re. Jaime è un personaggio incredibilmente onesto e, nonostante abbia spezzato il cuore a Brienne, è capace di assumersi le sue responsabilità. Non so se stia andando da Cersei per dichiarle il suo amore ancora una volta o per ucciderla, qualunque sia la ragione, Jaime è quello che vediamo, senza più maschere.

Un episodio che termina con una Daenerys pronta alla guerra. Un episodio in cui Cersei ha decreatato la sua stessa morte. Un episodio in cui i personaggi hanno fatto un completo cambio di rotta, in qualche caso tradendo la loro vera natura e la caratterizzazione costruita fino a questo momento.

Un episodio amaro.

Per il resto, è chiaro che il finale sarà tutto tranne quello che in molti si aspettavano.