Recensione di Daniele: Grey's Anatomy 14x22 Fight For Your Mind

LuigiToto|

Grey's Anatomy 14x22

Quando si parla di questa 14° stagione di Grey’s Anatomy, sono un po’ come la paziente di questo episodio affetta da tomofobia.

“Dai Dan, è Venerdì, c’è un nuovo episodio, vieni a vedere.”

“NOOOO, NON MI PIACE, SEDEDATEMI MENTRE MI ALLONTANO, PORTATEMI VIA, NON FATEMELO FARE.”

Perciò il fatto che io abbia apprezzato alcune cose di questo episodio, è da considerare una piccola vittoria.

Più che Grey’s Anatomy – fobia è Krista Vernoff- fobia, la mia.

E dopo una stagione come questa, è comprensibile.

Parliamo dell’elefante nella stanza: la retcon su Ellis Grey.

Qualcuno diceva: “ma no, aspettiamo di vedere come si risolve questa storia, non sappiamo ancora nulla!” quando io urlavo allo scandalo già alla prima apparizione di Marie Cerone.

Il punto per me è semplice: Marie Cerone poteva anche rivelarsi una psicopatica fallita in cerca di vendetta, ma per me tutto questo sarebbe sempre stato sbagliato. Perchè questa macchia sulla storia di Ellis, anche se alla fine Marie si sarebbe rivelata una bugiarda, sarebbe rimasta sempre come una zona oscura.

I fan si sarebbero divisi: pane per gli haters, bastone per gli amanti di Ellis.

E sinceramente trovo vergognoso e orribile depredare così la memoria di un personaggio morto a cui dobbiamo tanto. Se non tutto. Non ne avevamo alcun bisogno.

In ogni caso, non c’è da preoccuparsi. Alla fine questa storia si è rivelata vera.

Perchè sono così calmo? Semplicemente perchè quello che avevo da dire su tutta questa faccenda, l’ho detto in ogni recensione di queste ultime settimane.

La retcon su Ellis Grey è praticamente l’unica storyline che si è protratta in questa stagione.

Pensate proprio all’impegno, alla fatica, alla dedizione con cui questa showrunner ha impiegato tutte le sue energie mentali e creative per investire in un percorso di distruzione del passato, piuttosto che impegnarsi a costruire qualcosa di sano e coerente per i personaggi ancora vivi e per il futuro di questa serie.

È un genio incompreso Krista Vernoff, l’ho sempre detto.

Ha una sua particolare visione che è davvero affascinante.

Grey's Anatomy

Vorrei farle una D’Urso Intervista, analizzare i meccanismi incompresi del suo genio creativo, capire la sua visione del mondo, o di temi come il femminismo e la lotta per la parità, chiederle perchè ce l’ha così tanto con i peni, parlare del disegno divino che c’è dietro l’uscita di scena di April e Arizona a monte di personaggi inutili che ancora popolano la serie (perchè io questa cosa non l’ho ancora capita e mancano 2 episodi alla fine), e cosa più importante, domandarle, cuore a cuore, da studente universitario a showrunner di uno show visto in tutto il globo, come ci si presenta al giudizio di una commissione, senza aver studiato.

Me la immagino già la mia seduta d’esame nell’imminente sessione estiva.

Docente: “Mi parli di -”

Io: “Ah sì, è stato l’ultimo capitolo che ho studiato per questo appello.”

Docente: “Spero non l’unico.”

Io: “Beh, non ho studiato tutti i libri del programma perchè per me era doloroso vedere la gente che usciva a divertirsi senza di me…”
Docente: “Non hai studiato più niente?”

Io: “Ho letto una dispensa, perchè il tema trattato era interessante.”

Ad ogni modo, se Krista Vernoff dall’alto della sua professionalità di showrunner, ha deciso che le storie di questi ultimi anni di show non contano nulla, immaginate quanto possa contare ed essere canon per me, questa retcon imbarazzante su Ellis Grey e Marie Cerone.

A fronte della storyline madre su cui si basa questo show, a fronte del rapporto tra Ellis e Meredith, a fronte della figura di Ellis Grey, a fronte del suo discorso durante la vittoria dell’Harper Avery, a fronte della figura simbolica che ha lottato contro il maschilismo del suo tempo e ispirato un’intera generazione di chirurghi donna, questa Marie Cerone non esiste.

È una bugia. Un prodotto della droga di cui questa stagione è pregna.

A Marie Cerone non è stato rubato alcun posto nella storia, perchè lei in questa storia non è mai esistita. Non ne ha mai fatto parte. Non c’è alcun errore da correggere, qui l’unico errore da correggere è Krista Vernoff.

Marie Cerone non esiste perchè ci sono 13 anni di storia come prova della sua non esistenza. Marie Cerone non esiste perchè, se Meredith avesse avuto una storyline degna in questa stagione, quella che spetta ad un protagonista di un medical drama, di un prime-time soap, se Meredith avesse continuato il suo viaggio, la sua vera storia, e Krista Vernoff non avesse giocato a scrivere la sua fanfiction di American Crime, questa retcon su Ellis Grey non sarebbe mai esistita.

Marie Cerone non è stata derubata di niente. Siamo noi fan ad essere stati derubati. Ad aver visto Meredith distruggere ciò che le era più caro al mondo: l’eredità di sua madre.

Ciò di cui è sempre andata fiera.

Siamo noi fan che abbiamo iniziato questa serie con Meredith nella casa di sua madre, con Meredith nella clinica dove era ricoverata sua madre, ad essere stati derubati.

Marie Cerone è appena stata inventata per distruggere la figura di Ellis Grey e innalzare quella di paladina delle donne di Meredith.

E noi non siamo qui per questo. Non siamo mai rimasti per questo.

Meredith Grey era un femminista per il modo in cui ha sempre vissuto: libera da ogni etichetta, completamente sincera con se stessa, con una sua voce che ha sempre fatto valere, menefreghista nei confronti delle convinzioni della società, amante della tequila e delle nottate post tequila, senza lasciare che un uomo le desse della put*** per il modo in cui decideva di vivere anche i suoi sbagli.

Meredith Grey era una femminista per questo. Come Ellis Grey lo era per la ferocia e l’orgoglio con cui ha sempre difeso se stessa e la sua professione, affermandosi in un ambiente profondamente malato di sessismo.

Non c’era bisogno di distruggere una per innalzare l’altra. Anche perchè questo non è femminismo. Questo è il gioco malato del maschilismo e delle donne nemiche delle donne.

Entrambe splendevano per i propri motivi, e la bellezza e l’eredità delle Grey Girls consisteva proprio in questo.

Krista Vernoff ci ha sputato sopra, sporcando così l’intero senso di questa serie.

Trattando con un imbarazzante superficialità un tema serio come le molestie sessuali per fare una lezioncina di morale spiccia spiccia. E come se questo non fosse già un’offesa per le vere vittime di molestie sessuali, esattamente come lo è stata la storyline della violenza domestica, andiamo anche a distruggere i rapporti e i topic decennali di questa serie a cui siamo tutti legati.

Questa è la sua visione malata della storia. Una storia che non può esistere e non ha alcun riscontro con quello che noi viviamo da 13 anni.

Perciò questa retcon è rigettata. Perchè il fatto non sussiste.

Addio Marie Cerone, tornatene nel nulla cosmico dal quale sei stata creata.

E parliamo di Meredith…

Ogni volta che Meredith è al Joe’s Bar sono in pace con me stesso.

L’ospedale è il santuario di Meredith, ma Meredith Grey nel bar di Joe, è il mio santuario personale.

Ci sono cresciuto.

È un posto sacro, un vero e proprio tempio che non mi stancherò mai di visitare.

Peccato che in questa stagione, devono esserci stonature ovunque.

È possibile che quelle poche, rarissime volte in cui Meredith interagisce con un possessore di pene, questo debba ripeterle in continuazione quanto grande è la sua bravura e la sua fama di chirurgo?

È Meredith Grey che esce e incontra un uomo o Meredith Grey che va ad una Con per un meet & greet con i suoi fan?

Flirtare e gradire complimenti che riguardano anche i talenti di madre natura e non solo quelli intellettuali, non rende una persona meno femminista.

E Meredith Grey è sempre stata questo.

Quella che si eccitava per un complimento al proprio cervello era Cristina Yang.

Non continuiamo a snaturare i personaggi per renderli tossici strumenti di propaganda.

Conclusione:

    Quanto è brutto e orribile che dobbiamo odiare una bambina per l’uscita di scena di Arizona Robbins. Non c’erano altri modi? È questo il disegno per Arizona? Trattarla come una marionetta dall’inizio alla fine della sua ultima stagione di sempre? Arizona Robbins mi dispiace tanto. Mark Sloan mi dispiace tanto. Hai messo al mondo una Sloan e ti ritrovi la versione made in china di una Gallagher.Tra l’altro, una bambina che dal primo momento ha insistito per restare con Arizona e adesso, di punto in bianco, perchè siamo quasi al series finale di Arizona, vuole tornare a New York.

    Oltre il danno, la beffa.

    Qualcuno mi spieghi perchè Krista ha lasciato i Gallagher per venire a far del male a noi. Non ci dormo la notte.

    • Alex Michael Karev. L’uomo, il mito, la leggenda. Finalmente ho pianto per qualcosa in questa stagione. Quando è andato a chiedere la tessera per la biblioteca da sua madre, mi ha distrutto. Entrambi l’hanno fatto. Da lì in poi è stato solo un crescendo di emozioni. Quanta realtà, quanto dolore, quanta iconicità. Momenti profondi, veri e catartici che rimarranno. Alex non era messo così in luce dai tempi della 10° stagione e la sua storyline con Jimmy.Dobbiamo investire su questo, crederci di più. I drammi della famiglia Karev sono oro puro. Aspettiamo di conoscere anche l’ultimo membro di questa famiglia spezzata.

    I Jolex si riconfermano l’unica cosa funzionante di questa stagione fallimentare.

    Ma non credete ad Helen Karev. L’unico motivo per cui ha rifiutato di esserci nel season finale, è perchè scrive ancora: “Izzex Forever” sui social. Se ci fosse stata Izzie, le avrebbe chiesto quale tonalità di biondo usa e sarebbero andate insieme dal parrucchiere a farsela.

    • Amelia e il demone della disintossicazione è un altro momento perfetto di questo episodio che è letteralmente migliore di quelli di queste ultime settimane.
    • Miranda & Richard: senza di voi non saremmo nulla. Spero solo che Krista terrà le mani a posto e non verrà a distruggere due pilastri come voi, come ha fatto con Ellis, i Towen, l’Harper Avery, i Japril.
    • E parlando di Japril… dobbiamo parlare di quel promo. Tanto per cambiare, sono nero. Ditemi come possiamo mai pensare, in questa stagione in cui ogni episodio è un capitolo a sé, che Jackson lasci andare April chissà dove con un altro nel season finale, dopo quella scena nel promo.

    Dopo che si è letteralmente disteso su di lei come Mark con Lexie durante il suo ultimo respiro.

    Come possiamo credere che, in una situazione di vita e di morte in cui metti in discussione la tua intera esistenza, Jackson Avery, il Jackson Avery che conosciamo, concepisca l’idea di un universo senza April.

    Per chi tra l’altro, poi? Per Maggie Pierce.

    È come se Derek non avesse lottato ma avesse voltato le spalle a Meredith dopo l’annegamento, come se Mark avesse scelto di vivere con l’oculista dopo la morte di Lexie.

    I Japril sono questo.

    A livello di coppie e di importanza per questa serie, sono sul podio con i MerDer e gli Slexie.

    E mi rifiuto di parlare di loro al passato perchè questo stagione non ha distrutto anche questo. Semplicemente perchè 6 anni di storia Japril non possono essere messi in un angolo da 24 episodi di questa stagione.

    Se Krista Vernoff ama prendere decisioni creative scomode, deve avere il coraggio di andare fino in fondo. April andava lasciata morire. Solo questo avrebbe salvato i Japril. Solo questo avrebbe salvato il loro amore e mantenuto puro il loro ricordo, la loro eredità, tutto ciò che hanno rappresentato.

    Era questo l’unico lieto fine Japril che meritavamo se l’unica opzione era l’uscita di scena di uno dei due.

    Krista Vernoff non ha il diritto di sputarci sopra e annientare il senso di storyline che per anni abbiamo amato, che per intere stagioni sono state il nostro motivo per continuare a guardare questa serie, che ci hanno appassionato a differenza di questa stagione piatta, scialba e vuota, solo perchè non sono di suo gradimento. Solo perchè non rientrano nella sua visione di storia guidata dai suoi pessimi gusti personali.

    Che qualcuno chiami la polizia.

    Voto: 7 –