Riverdale 2 - Commento alla seconda stagione e ai problemi che la riguardano

LuigiToto|

Riverdale

Sto spremendo le meningi, come Archie quando deve fare un discorso di senso compiuto con più di una subordinata.

Ho provato a capire cosa sia successo tra la prima e la seconda stagione di Riverdale, ma mi ritrovo qui, cercando di dare un senso a questa stagione, anche se questa stagione un senso non ce l’ha.

Che cosa sta succedendo in quel di Riverdale?

Riverdale non sembra in grado di affrontare il dramma adolescenziale. Pensiamo al potenziale triangolo iconico della serie Betty – Archie – Veronica. Dopo il bacio tra Archie e Betty, che poteva scatenare un putiferio che neanche Infinity War, il tutto finisce a tarallucci e vino con una scena in una jacuzzi per pareggiare i conti che è verosimile quanto il Bellarke che finalmente accade.

Ma dove sono le martellate sulle gengive, le gare al testosterone, i capelli che volano? Cosa dobbiamo fare per vedere i protagonisti di Riverdale litigare senza far pace due minuti dopo con una canzoncina piena di auto-tune?

Prendiamo l’episodio musical. Per molti un capolavoro. Per me insensato. Non si può costruire tensione per poi risolverla con una canzone. Questo non è Glee.

La mia sensazione è che gli autori abbiano proposto delle coppie all’inizio come – Bughead e Varchie – e che siano nate inesorabilmente quelle fazioni stile Le Bimbe dei Bughead e Le Bimbe dei Varchie che non ci permetteranno mai di andare avanti rispetto a questo. In pratica, siamo fermi allo status quo perché gli autori hanno paura di sconvolgere le cose.

Riverdale sta soffrendo inesorabilmente di quello che in gergo viene chiamato sophomore slump, ovvero l’incapacità di un secondo tentativo – in questo caso una seconda stagione – di replicare le qualità del debutto.

Eppure le premesse c’erano tutte: una forte crescita di pubblico all’inizio della stagione 2 grazie a Netflix, il passaparola e i Teen Choice Awards. Riverdale era passato da un rating di 0.3-0.4 ad un 0.8, ora è tornato inevitabilmente ad un 0.3.

Ma cosa sta sbagliando Riverdale in questa seconda stagione? Ho provato a chiedermelo e ciò che ne è uscito fuori è abbastanza sorprendente e dipinge un quadro poco lusinghiero. Io non voglio essere un hater di Riverdale, anzi, la serie mi piace e conosco le sue potenzialità. È come quello studente intelligente che non si impegna abbastanza.

Riverdale 2

La caratterizzazione dei personaggi: non puoi scrivere una serie e pretendere di fermare la caratterizzazione al pilot. Come sono cambiati questi personaggi? C’è stata un’evoluzione? Il paradosso è che – per quanto mi riguarda – sembra esserci stata un’involuzione in alcuni di loro, se ci concentriamo su Jughead, ad esempio, il suo personaggio quest’anno è stato massacrato – a livello di struttura – dagli autori. Jughead è passato dall’essere il narratore della serie, un personaggio che si discostava dagli altri e viveva in una realtà tutta sua – ad essere una persona completamente diversa in questa stagione. Archie continua ad avere lo spessore emotivo della carta velina, Veronica è rimasta al primo episodio, mentre Betty – che avrebbe più spazio per respirare come personaggio, pensiamo a Dark Betty o alla sindrome dell’eroina – viene fermata da un centro di gravità permanente chiamato Bughead.

Incapacità di gestire i personaggi secondari: pensiamo a Kevin e Cheryl, personaggi interessantissimi che vengono relegati a riempimenti di storyline, a completare il minutaggio di un episodio. Kevin potrebbe parlarci di più di come vive la sua omosessualità a Riverdale, Cheryl potrebbe essere più al centro della storia come personaggio che sicuramente ha più colori di un Archie, ma mi viene da pensare anche a Moose o ad altri personaggi lasciati in panchina troppo spesso.

Ho anche provato a giustificare gli autori poiché molti vengono da un background fumettistico. Nei fumetti, le storyline e il pacing sono differenti. Le cose vengono affrontate in maniera più veloce e diretta.

Noi non gettiamo la speranza. E speriamo che la serie vada oltre al fastidiosissimo VOLEMOSE BENE che non permette ai personaggi principali di avere una qualsivoglia discussione duratura. Inoltre, speriamo che la serie smetta di risolvere i propri intrecci in maniera semplicistica o con una canzoncina.

E speriamo che abbia il coraggio di esplorare altre relazioni, senza avere paura di un gruppo rumoroso che sovrasta il volere degli altri spettatori.