Tuo, Simon - La recensione del film con Nick Robinson e Katherine Langford

LuigiToto|

Tuo, Simon

Tuo, Simon è il nuovo film di Greg Berlanti sulla difficoltà di fare coming out

Nel 2018 sono giunti sul grande schermo in Italia due film che hanno posto al centro dell’intera story-line per la prima volta un personaggio omosessuale, il tema del coming out è stato quasi sempre bistrattato nelle pellicole e relegato spesso ai contorni della trama. Dopo il grande successo di “Call Me By Your Name”, diretto dal regista italiano Luca Guadagnino, la cinematografia americana propone  una pellicola dal sapore pop con l’immancabile stile teen che caratterizza quasi tutti i prodotti audiovisivi destinati ad un pubblico di ragazzi e ragazze nella fase adolescenziale. La chiave di volta di questi due esempi risiede nell’età dei protagonisti e delle problematiche che essi devono affrontare, portando alla luce tutte le preoccupazioni, le paure, le debolezze che gli adolescenti provano e sperimentano sulla propria pelle.

Tuo Simon” è l’adattamento cinematografico del romanzo “Simon vs. the Homo Sapiens Agenda” scritto da Becky Albertalli, edito nel nostro paese da Mondadori. Il protagonista del racconto è Simon, interpretato da Nick Robinson (conosciuto dal grande pubblico per la sua interpretazione nel film Jurassic World) che giornalmente deve districarsi tra una famiglia apparentemente perfetta, una gang di amici straordinari (tra cui due volti noti della serialità americana come Katherine Langford e Miles Heizer di 13 Reasons Why) ed un oscuro segreto che non ha ancora avuto il coraggio di rivelare a nessuno. La condivisione morbosa della propria vita e l’ossessione per i social network da parte degli adolescenti, porterà alla ribalta un post di un misterioso ragazzo che utilizza uno pseudonimo per restare in anonimato. Simon, incuriosito da questa identità criptica, intavola una fitta corrispondenza con l’enigmatico “Blue”, mettendosi completamente a nudo ed esternando i pensieri più intimi e nascosti.

La prima parte del film porta la platea ad immergersi nel mondo e nella psicologia di Simon, creando empatia e simpatia con esso. I toni in questo segmento spaziano dall’ironia usata ad esempio dall’insegnante di teatro, alla spensieratezza e serenità dei teenager, la cui principale preoccupazione è trovare il vestito perfetto per Halloween.

Tuo, Simon

Il cambio di direzione avviene quando Martin (in possesso di materiale compromettente) inizia a ricattare Simon. La regia, in un impercettibile cambio di registro, traghetta il pubblico nella seconda parte della pellicola che acquista invece dei toni più seriosi, ponendo l’accento sulla tristezza interiore del protagonista. La trama non si presenta per nulla didascalica, libera anche di svolgere piccoli salti temporali senza essere rinchiusa nei rigidi schemi a cui spesso siamo abituati nelle commedie romantiche.

Tuo, Simon

Lo spettatore viene coinvolto nel viaggio di Simon alla ricerca della vera identità del suo interlocutore, canalizzato insieme a lui in uragano di emozioni che prova sulla propria pelle in tutto l’arco della story-line. In alcuni momenti del film si affrontano tematiche abbastanza delicate come quelle delle vessazioni verbali in ambiente scolastico, le discriminazioni ed il cyberbullismo, con toni che però sfociano nell’ingenuità e nella leggerezza. La regia di Greg Berlanti (produttore e sceneggiatore di serie tv come Everwood, The Flash, Riverdale) ha voluto però mantenere un feed abbastanza positivo, senza insidiarsi nelle sfumature più drammatiche e dolorose di questa tematica, cercando di lanciare un messaggio concreto di amore a tutte le tipologie di pubblico. In una recente intervista ha infatti dichiarato: “Questa storia ricorda a tutti, etero e gay, di come erano a scuola, prima di diventare consapevoli di sé stessi.  Di cosa significa innamorarsi per la prima volta, di come si cerca di proteggere la propria privacy, di cosa significa avere gli amici del cuore e una famiglia che qualche volta è un po’ troppo presente”.

Simon rappresenta l’adolescente odierno con la voglia di emergere, di inseguire i propri sogni, di innamorarsi e di poter esternare tutto senza alcuna paura di vessazioni o giudizi da parte degli altri. Il film mostra tutte le tipiche reazioni dei ragazzi/e davanti ai piccoli problemi della vita, le prime cotte non corrisposte, le incomprensioni con i propri genitori ed i litigi futili con gli amici. La genuinità e la veridicità della pellicola hanno riscosso tantissimo successo in America, portandolo a diventare uno dei film più attesi del 2018. Lo slogan adottato per la sua promozione è stato: “Tutti meritiamo una grande storia d’amore”.

Amore per se stessi ed il coraggio di non nascondersi.

Amore di riconoscere la diversità ed accettarne le sfumature.

Tuo, Simon esce il 31 maggio nelle sale italiane.

Marco Valentino