WandaVision: recensione, teorie e easter egg del quarto episodio

LuigiToto|

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Il quarto episodio di WandaVision potrebbe sembrare un grande spiegone, un episodio che scopre le carte e ripercorre attimo dopo attimo ciò che abbiamo visto nei primi episodi da un altro punto di vista, tentando di semplificare qualcosa di complicato e destinato ad una nicchia. In parte è così, ma è essenziale che esistesse un episodio del genere nella narrazione, perché non tutti i fan del MCU sono appassionati di sit-com o amanti dei rimandi e delle citazioni alle serie televisive. Questo episodio serve proprio a regalare il meglio dei due mondi alle fazioni di pubblico che si sono create: i Team Sit-Com e citazioni e i Team Voglio il vibe dei film Marvel e stop.

Dico che lo è solo in parte (un episodio spiegone) perché in realtà è anche molto di più. Molto, molto di più.

L’opening scene ci riporta alle conseguenze del ritorno post snap (o post blip). Monica Rambeau era una dei caduti e torna cinque anni dopo. Questo ci permette di piazzare WandaVision in un momento preciso del MCU: al ritorno di Monica siamo allo snap di Hulk, mentre qualche settimana dopo siamo tra la fine di Avengers: Endgame e prima di Spider-Man: Far From Home.

Il post blip è stato trattato velocemente in Far From Home, qui abbiamo la conferma che si è trattato di un qualcosa di fortemente traumatico e macabro (possiamo avere una serie solo su questo?).

Monica Rambeau ha ereditato la tenacia della madre e la forza di zia Carol (che bello iniziare l’episodio con la voce di Captain Marvel). Scopriamo che Marie (“Photon”, ricordiamocelo per il futuro di Monica), purtroppo, è morta. Monica è un agente dello SWORD (che, ricordiamo, si occupa ora di armi senzienti).

La prima missione post ritorno riguarda una scomparsa. La scomparsa di una città. Westview esiste davvero? Monica oltrepassa il confine ed entra nella realtà di Wanda.

L’introduzione di Darcy Lewis (quanto ci era mancata!) funziona alla grande: non solo è un personaggio carismatico e molto forte, ma funge anche, insieme a Jimmy Woo, da comic relief.

Easter egg su Jimmy: usa il trucco che gli ha insegnato Scott Lang.

Darcy e Jimmy siamo noi. Siamo noi che facciamo teorie, siamo noi che tentiamo di capire cosa stia succedendo. E l’episodio ci aiuta un po’ a fare il punto della situazione. Che cosa sappiamo?

– La città di Westview è stata presa in “ostaggio” da Wanda (presumibilmente). È circondata da un campo di energia da cui viene rilevato un livello incredibile di CMBR (radiazione cosmica di fondo, la radiazione elettromagnetica che permea l’universo (una prova del modello Big Bang). Questo energia trasmette un segnale che, utilizzando un vecchio televisore, manda in onda una sit-com.

Le persone che vediamo nella sit-com esistono anche nella realtà, o almeno alcuni di loro. Sembra che interpretino dei personaggi. Sottolineamo che lo S.W.O.R.D non ha ancora trovato le vere identità di Agnes (e questo ci fa insospettire ancora di più e rende più forte la teoria secondo la quale lei possa essere Agatha Harkness, strega mentore di Wanda) e di Dotty.

Quando qualcosa attraversa il campo di energia della città si trasforma. Diventa qualcosa che ha coerenza narrativa (e visiva) con il mondo della sit-com. Il drone che si trasforma in elicottero giocattolo, ad esempio. O l’agente dello S.W.O.R.D. che si trasforma in apicoltore. Attraversare il campo di energia fa anche “perdere la memoria.” Memoria che sembra riattivarsi tramite interventi del mondo esterno o citazioni palesi ad eventi accaduti nella realtà (esempio, Wanda che cita Pietro, svegliando la memoria di Monica).

Wanda è in grado di riavvolgere, di tagliare le scene e di cacciare le persone da quella realtà.

C’è un tema ricorrente: gli esagoni.

Alcuni degli abitanti di Westview sembrano avere – a tratti – una sorta di consapevolezza.

Ma arriviamo ad un momento chiave dell’episodio: Wanda scaraventa Monica fuori da Westview. Il suo modo di porsi cambia, sembra una vera villain. O meglio… una persona che farà di tutto per preservare quella situazione che ha creato (?, il punto interrogativo è doveroso, vedremo poi).

Elizabeth Olsen continua ad essere meravigliosa nell’interpretare la vulnerabilità, ma anche il lato macabro, di Wanda.

Wanda vede un Visione morto (senza la gemma e… spento) e noi sobbalziamo. È uno dei momenti più macabri, inquietanti ma anche struggenti del Marvel Cinematic Universe. È inaspettato e apre alla possibilità che la serie avrà tinte sempre più dark. Ma soprattutto, ci porta a chiederci ancora: Visione è vivo oppure è morto?

Ho un po’ di teorie a riguardo:

Si parla di una scena post credit di Endgame mai mostrata: una scena in cui Wanda recupera il corpo di Visione.

Wanda sta “animando” il corpo di Visione?

Potrebbe sembrare così, ma c’è un qualcosa che non quadra: perché Visione sembra sempre più sospettoso di Wanda e senziente, se è Wanda a controllarlo?

C’è una scena nei promo in cui Visione vuole capire cosa c’è al di fuori di Westview.

È davvero tutta opera di Wanda, come dice Monica? Sembrerebbe così. Ma sospetto che ci sia qualcosa di più profondo dietro e che ci sia qualcuno che è almeno complice di tutto questo o che sta muovendo le fila dietro le quinte.

Sono sempre più chiari i futuri e potenziali collegamenti con altri prodotti. Sicuramente Doctor Strange in Multiverse of Madness (in cui Wanda è confermata) ma anche possibilmente Spider-Man 3 (di Tom Holland).

L’episodio palesa la doppia natura della serie e la lega fermamente al passato, al presente e al futuro del Marvel Cinematic Universe. Questo capitolo conferma anche che WandaVision è il prodotto più sperimentale  dei Marvel Studios… e sicuramente il più dark.