Film Netflix anoressia, Fino all'osso: Lily Collins nei panni di una ventenne malata

@Giusy Dente|

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Fino all’osso è un film Netflix anoressia, dedicato a questo tema spinoso e difficile ma quanto mai attuale, che coinvolge adolescenti e non solo. E benché se ne parli solo in chiave femminile, invece è un problema che affligge anche maschi, come fa emergere il film stesso che ha anche un personaggio maschile.

Scritto e diretto da Marti Noxon, al suo debutto alla regia cinematografica, la protagonista è interpretata da Lily Collins, figlia del musicista inglese Phil Collins e dalla sua seconda moglie, Jill Tavelman. La ragazza lavora prevalentemente come attrice e modella, ma ha anche scritto un libro, un’autobiografia in cui racconta anche del suo rapporto con la malattia. Lei stessa, infatti, ha combattuto contro l’anoressia per anni, vincendo la sua battaglia.

Film Netflix anoressia, Fino all’osso: trama

Ellen è una ventenne su cui grava il peso di una situazione familiare non facile, che negli anni ha certamente inciso nello sviluppare una forma grave di anoressia.

Messa alle strette dalla nuova compagna di suo padre decide di cominciare una terapia, affiancata dal dottor William Beckham (Keanu Reeves): si trasferisce a Threshold per farsi curare e qui fa la conoscenza di altre sei ragazze  un ragazzo nella sua stessa situazione. Quando capisce di aver toccato il punto più basso della sua malattia accetta di essere ancora in vita e comprende il valore dell’essere al mondo e riprende il suo ricovero e le sue cure ma stavolta con l’intenzione di uscirne per davvero.

Film Netflix anoressia, Fino all’osso: parla Lily Collins

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Intervistata da The Guardian, Lily Collins ha raccontato parte degli aneddoti riversati nel suo libro Unfiltered: No Shame, No Regrets, Just Me uscito nel 2017, in cui parla anche dell’anoressia e del suo rapporto col cibo. I problemi sono iniziati intorno ai 16 anni e sono andati avanti fino a quando ne ha avuti 20, all’incirca, con tanto di dipendenza da pillole dimagranti e lassativi. Suo padre si stava separando dalla sua terza moglie, lei stava cominciando la carriera da modella e muoveva anche i primi passi nella recitazione.

La mia vita sembrava fuori controllo. Non riuscivo a gestire il dolore e la confusione che circondavano il divorzio di mio padre, faticavo a bilanciarmi tra l’essere un’adolescente e il voler perseguire due diverse carriere per adulti, che avevo scelto entrambe io, ma che mi pesavano molto.

L’esperienza in Fino all’osso è stata un punto d’arrivo importante, che l’ha messa a dura prova fisicamente (visto che ha dovuto perdere del peso) ma soprattutto emotivamente:

Mi ha incoraggiato a scavare davvero in profondità e a dire la verità, per essere più coraggioso. Ed è stato liberatorio.