Recensione di Daniele: Grey’s Anatomy 12×24 Family Affair

@LuigiToto|

Un’altra stagione di Grey’s Anatomy giunge al termine con un altrettanto degno season finale.

Niente tragedie, niente morti catastrofiche e guardate un po’, il sole è ancora giallo, la Terra continua il suo millenario moto di rotazione, la gente che si lamenta delle catastrofi in GA ora si lamenta della mancanza di catastrofi in GA.

Che bello.

Non so se siamo più shoccati noi o Shonda Rhimes dopo questo season finale.

Dite che ce la fa a non ammazzare qualcuno entro settembre?

O è già fuori a caccia nei boschi a sterminare specie protette e a sparare ai cacciatori con la scusa: “pensavo fossi un cervo dalle corna.. complimenti a tua moglie”.

Il punto è che dopo la 11×24, non credevo possibile si potesse fare un altro season finale da incorniciare, qualcosa che fosse così simbolico e pregno del significato per cui amiamo questa serie da farci piangere di meraviglia.

Questo è stato un signor finale di stagione.

Dentro c’era tutta l’essenza, tutto il significato di questi 24 episodi, tutti i motivi che hanno fatto risplendere GA quest’anno.

Questo episodio è un quadro, una perfetta fotografia che racchiude e chiude una stagione indimenticabile.

C’era tutto, non mancava proprio nulla: il leitmotiv di questa stagione, la voglia e il desiderio di ricominciare affiancati dalla paura di farlo e dalla malinconia dei ricordi passati.

Passato e presente che si incontrano e si fanno la guerra ed è proprio in quella lotta la bellezza di questa stagione, nel vorrei ma forse non dovrei, nelle scene che nascono da un conflitto simile.

Storyline che giungono ad una conclusione o che fanno un decisivo passo in avanti, chiusura di questioni irrisolte ma anche premesse per ciò che accadrà nel prossimo anno.

È questo che un season finale dovrebbe fare.

Chiudere degnamente delle storie e preparare il terreno per delle altre.

Fare dei personaggi, delle loro storie, il cuore di tutto.
Lasciare le tragedie, le morti, come cornici e non come cliffhanger su cui puntare ogni cosa, come colpi di scena fini a se stessi solo per shoccare lo spettatore e suscitare in lui la curiosità e la voglia di vedere la prossima stagione.

Qui abbiamo tutti voglia di arrivare a Settembre ma non per vedere chi è morto o chi è sopravvissuto, ma vogliamo ritornare in quella chiesa, vedere come precipitano le cose subito dopo quel momento, vogliamo arrivare a Settembre per strozzare Maggie, per dire a Meredith che Riggs non guarda così nemmeno il bacon, che quello sguardo è per lei e non per Miss Bendana Leopardata;

vogliamo vedere gli Omelia subito dopo le nozze;
vogliamo tornare nel loft dei Jolex per applaudire Alex e sorridere bastardamente a DeLuca perchè l’abbiamo fatto regular per usare il pene con Maggie non per fare l’amico del cuore, e adesso per colpa sua due ship non si sono saltate addosso in questo finale;
vogliamo sentire quali saranno le prime parole dei Japril che finalmente ce l’hanno fatta ad avere un figlio sano;
vogliamo vedere come andrà avanti Arizona senza Sofia e… senza Callie.

Uno dei motivi per cui questa stagione è piaciuta così tanto è stato proprio perchè della tragedia non ne ha fatto qualcosa di vuoto o ridondante, dei colpi di scena solo per creare momenti alla OMG nello spettatore, ma perchè ha reso quel dolore catartico, sia per i personaggi che per noi fan, ha sempre fatto del dolore il punto di svolta di una situazione, il punto di partenza di un percorso, non la fine.

Il drama di questa stagione non ha mai distrutto nulla, ha solo contribuito a creare qualcosa.

Alzarsi e andare avanti ma convivere costantemente con il dolore e la perdita.
Con il passato.

È quello che tutti facciamo.

È quello che ha reso questa stagione qualcosa di grande, permettendoci di immedesimarci a tal punto da ritrovare quel tempio che lo scorso anno era stato distrutto.

Quel porto sicuro in cui sappiamo di essere capiti perchè ritroviamo parti di noi stessi in loro.

Il sole è tornato a splendere.

  • Premessa prima di proseguire

C’era qualcosa che volevo dire da tempo e i recenti sviluppi (abbandono di Sara Ramirez) me ne danno l’occasione.
Ragazzi, questa non è la stagione delle sostituzioni, dei rimpiazzi, dei doppioni, del Made in China.

Non siamo una squadra di calcio dove ci scambiamo e sostituiamo persone come figurine, togliamo dal campo quello che rende meno e schieriamo qualcuno di più forte.

Non dobbiamo vincere nessuna coppa, nessun titolo.

Derek Shepherd non era un calciatore infortunato fatto fuori per far subentrare un McDreamy 2.0
Per la serie: “togli uno, mettici uno che si assomiglia”.

Amelia non è la sostituta di Cristina Yang, quella che si accaparra e si sposa Owen solo perchè la Yang non è disponibile.

Jo non è la brutta copia di Izzie Stevens, non è quella che Alex vuole sposare solo in mancanza dell’originale.

Chiunque arriverà per Arizona nella prossima stagione, non sarà uno scaldaletto in attesa di Callie.

In poche parole: Grey’s Anatomy Season 12 non è la versione cinese di Grey’s Anatomy Season 1.

È stupido anche solo pensarci, avere questa visione dello show.

Perchè va contro quello che è il messaggio di base:

“Perdiamo delle persone, ma ne troviamo delle altre.
È così che funziona.”

È questo che ci piace

Perchè se ci fermiamo un attimo e ci guardiamo alle spalle, anche noi siamo pieni di fantasmi di relazioni che credevamo sarebbero durate per sempre.

Di amori finiti, di amicizie spezzate, di legami passati che hanno contribuito a renderci quello che siamo.

Nessuno di noi ha le stesse persone che aveva 10 anni fa.

Ma non per questo ci siamo detti: “ehy, chiudiamo il nostro show, basta, tanto chiunque arriverà dopo sarà solo la versione 2.0 di quello che avevo.”

No, siamo andati avanti perchè il punto è questo: la giostra non smette mai di girare.

Arrivano nuove persone uniche, con le loro storie, con il loro passato da raccontare.

Persone che diventeranno importanti o resteranno semplici comparse, ma che comunque ci lasceranno qualcosa, ci cambieranno almeno un po’ se noi glielo permettiamo.

È infatti è di questo che si tratta: smettere di avere questo pregiudizio verso i nuovi arrivati in GA, smettere di vederli come dei doppioni, delle brutte copie, delle sostituzioni e ascoltare ciò che hanno da dire, vederli veramente come personaggi in sé, come contenitori pieni di storie, e non come fotocopie del passato.

Perchè fin quando avremo un atteggiamento di chiusura simile, farci pervadere dal fascino del cambiamento che questa nuova fase della serie professa, è inutile.
Non avverrà mai se siamo i primi a non volerlo.

E allora che fare?
Smettere di vedere la serie se non riusciamo o non vogliamo andare avanti è un opzione da considerare.

Certo, i momenti di malinconia ci stanno tutti ma nessuna serie onora il passato come fa GA.

Gli anni passano eppure Meredith ritrova Derek anche nel dettaglio più banale di ogni giorno, Alex ricorda Izzie, Owen ricorda Cristina, Amelia suo padre e Derek.

Ma vanno avanti con le loro vite.

Come facciamo anche noi che ogni tanto sui social mandiamo persino frecciatine a chi credevamo essere il nostro grande amore o la nostra amicizia più importante, come Nina Dobrev con il suo ex Ian Somerhalder.

Ma non ci fossilizziamo, andiamo avanti.

Perciò scrivere sotto ogni post di un episodio: “ma quando torna ISY? E Cristina? Uffi rivoglio Derek..” non cambierà le cose, né li riporterà indietro.

Dobbiamo solo andare avanti e goderci il viaggio.

Criticare un personaggio perchè non ci piace in quanto personaggio, per le cose che fa, non perchè scatta il paragone con Tizio e Caio.

Altrimenti queste nuove stagioni non avrebbero alcun senso.

  • Meredith & Nathan

Si uso proprio la & di Dolce & Gabbana perchè se in questi 7 mesi sono stato abbastanza cauto su di loro, dopo questo episodio voglio proprio sbilanciarmi, dopo questo episodio se la meritano la & riservata alle OTP.

Se 1, 5 o 10 anni fa qualcuno mi avesse detto: “un giorno shipperai duro Meredith con un altro” gli avrei riso in faccia e avrei anche chiesto il numero del suo spacciatore.
Non si sa mai.

Eppure eccomi qui, dopo 10 anni, a fare il tifo per Meredith che ritorna a vivere in campo sentimentale.

Questa cosa è un prodigio perchè stiamo parlando di uno show che non nasce oggi, ma che è in vita da un decennio, che ha avuto la più grande OTP di questi ultimi anni televisivi, una coppia come i MerDer che ha fatto la storia, che ancora oggi è viva nei sondaggi e nelle preferenze del pubblico.

E se questo non fosse abbastanza, ricordiamoci anche che stiamo parlando non di un personaggio qualsiasi, ma della protagonista.

Dovrebbe essere impossibile una cosa simile, provare di nuovo un sentimento del genere dopo tutto questo.

Perciò Shonda, imperatrice, vieni qui e insegnami la vita che non sono degno della tua grandezza.

3 scene NatMer in questo episodio, una più bella e intensa dell’altra.
Sono state un crescendo, come tutte le loro interazioni finora.

Solo che Shonda le ha sempre centellinate, collocate il più lontano possibile per creare confusione e smarrimento nello spettatore.
Adesso ce le sbatte proprio in faccia, ci dice: “lo vedete il potenziale? Guardate cosa posso creare per questi due se solo lo voglio”.

Abbiamo scherzato a lungo la scorsa settimana sul fatto che l’unica persona di nome Grey a Seattle che non fa l’amore ma scopa forte è Meredith e non Christian, sul fatto che non c’era differenza tra il risucchio NatMer e i naufraghi affammati dopo 60 giorni di fame, ma qui non ci siamo sbagliati proprio.

Questi l’hanno fatto 4 volte in una sola notte e lui bello coatto e zarrogante inside glielo ricorda così:


Adesso capiamo che cosa intende Shonda per “giostra che non smette mai di girare”.

Ma cosa ci aspettavamo da due che prima di saltarsi addosso si son detti:

“Io faccio il cazzo che me pare”
“Pur io”

Sono proprio il Francesco Totti e l’Ilary Blasi di Seattle.

Shonda, non è che ti chiediamo di vedere tutte e 4 le volte, ma almeno mezza mostracela il prossimo anno.

Ora, ci sta che la prima volta sia stato come grattare un prurito.
Che la seconda abbiano pensato: “ok, per colpa del lavoro ho saltato 4 allenamenti in palestra, fammele bruciare n’altro po’ de calorie”.
Che la terza sia stata una cosa alla: “chissà quanto me ricapita. Faccio il pieno”
Ma alla quarta, LA QUARTA, placata la fame, sarà pure scattato un benché minimo sentimento che vada al di là del sesso animalesco.

Anche perchè stiamo parlando di una macchina, non è che ci sono molte variazioni possibili per ignorarsi e rendere il tutto solo meccanico.
Ci sono posizioni inevitabili che favoriscono un certo tipo di intimità sentimentale.

È così è stato, perchè altrimenti non si spiegherebbe mai l’ultima scena in chiesa.

“Non fare la stronza”
“Io faccio quello che voglio”

Dopo 4 sessioni di sessso animale…

“Non voglio fare la stronza ma…”
Stiamo decisamente facendo dei passi avanti.

GUARDATELA.

Ci sono voluti 24 episodi per riaverla indietro.
Per vederla di nuovo così.

Per vederla non solo come una forza titanica, come un robot feelings off che fa quello che va fatto, ma splendere di nuovo come il sole che è sempre stata.

Sono innamorato del super magic smile di Meredith Grey, tanto quanto Callie Torres lo era di quello di Arizona Robbins.

Perciò immaginate il mio stato d’animo verso Maggie Pierce che spegne questa fiammella riaccesa in Meredith dopo anni.








Tutti d’accordo, Maggie non ne sapeva nulla, porella verrà pure friendzonata:

ma questo non mi impedisce di incazzarmi per il suo tempismo di merda.

Ho voglia di bruciarle tutti quegli orribili fazzoletti casalinghi uno ad uno sotto i suoi stessi occhi.
Perchè non è solo per la chimica e il sesso che i NatMer funzionano, ma è per il fatto che sono spiriti affini.
Hanno una connessione potente.

È nel dolore che si portano dentro, il punto d’incontro tra questi due.
Il terreno fertile per questa relazione, per loro che col tempo diventeranno uno la medicina dell’altra.

Ho amato la prima scena, quella in cui Mer come suo solito mette le mani avanti, pronta a svalutare tutto e a dire: “non farti strane idee, non significa nulla, non vorrei che ti affezionassi” e lui che spavaldo le risponde a tono, che le tiene testa.

Ma cosa più importante, ho amato la scena in cui parlano prima di entrare in chiesa.
È quel momento che dice CHI SONO, perchè insieme funzionano e che svela già COSA DIVENTERANNO INSIEME.

Il modo in cui entrambi riescono a leggersi dentro, a parlare del loro dolore come non riescono a fare con nessun altro dei presenti, come riescono a sorridere del fatto che appartengono allo stesso club, così come i loro ex, come fosse una bizzarra coincidenza del destino.

Il fatto che Riggs rimane ad un matrimonio vestito Oviesse perchè fottesega dell’etichetta, lui è così, come Meredith che ci andrebbe in jeans e scarpe da ginnastica perchè odia tutto questo.
E ridono di questo perchè è un’altra cosa stupida che condividono.

Mer non lo ammetterà mai, ma parlare di Derek è proprio ciò che vuole.

È quello che l’aiuta a sentirsi meglio, a guarire.
E non riesce a farlo con nessuno perchè nessuno capisce ciò che un dolore simile vuol dire.

Riggs è l’unico che ci è passato.

Quella scena è così bella da vivere perchè pone nello stesso momento la malinconia del passato, la tristezza di ciò che si è perduto con il sorriso e la voglia di andare avanti.

Più momento finale alla: “ho voglia di baciarti ma abbiamo appena parlato dei nostri ex ed è un po’ strano, perciò meglio andare”.

Credo sia questo il momento in cui Meredith comincia a chiedersi: “siamo davvero destinati ad un unico solo grande amore nella vita?

Perchè non siamo coraggiosi?
Perchè non riusciamo a crederci?

Perchè forse è solo di questo che avremmo bisogno… un pò di coraggio, un pò di speranza, un pò di fiducia.
Forse non c’è nessun confine se decidiamo di non vederlo.

Forse l’amore non ha limiti se sappiamo essere abbastanza coraggiosi da decidere che l’amore non ha confini.
Forse abbiamo tutti la possibilità di essere felici.”

Che è il percorso che tutti i personaggi hanno affrontato in questo episodio.

È stato bello vederli tutti partire con la convinzione che esista un solo vero amore nella vita e poi, con tutte le peripezie e la serie di sfortunati eventi accaduti in questo episodio, cambiare idea e dire: “Fanculo Once Upon A Time, qui parliamo della vita vera.”

Dove la voglia di andare avanti, di guarire, di essere felici è più forte di qualsiasi dolore.
E fin quando Grey’s riuscirà a portare sullo schermo qualcosa di così poetico, di così forte da emozionare lo spettatore, merita di andare avanti anche senza Izzie, Mark, Lexie, Cristina, Derek, Callie.

È bello vedere come solo alcuni personaggi siano la chiave per il cuore e le storie di altri personaggi che ancora non conosciamo.

Di come ci siano dei meccanismi precisi, dei tasselli che si incastrano alla perfezione solo con alcuni.

Perchè abbiamo conosciuto più Nathan Riggs nei momenti con Meredith Grey che quelli in cui era in scena con altri.

È stato così dall’inizio, da quella scena nell’episodio “My Next Life” (un titolo tutto un programma) di quando parlano e si affrontano subito dopo il loro primo intervento insieme, a quel parcheggio, fino ad arrivare in chiesa oggi.

E sebbene siano entrambi convinti e sicuri che sia solo sesso, c’è una parte di loro che è tremendamente già oltre, una parte inconscia che è felice di aver trovato qualcuno capace di comprenderli come nessun altro e che per la prima volta dopo anni fa nascere quel tipo di fiducia di chi vuole di più, di chi vuole continuare a scoprire l’altro.

Una parte di loro che contro ogni logica e previsione li fa guardare così in una stanza piena di gente:


E sarà proprio questa la sfida, sarà proprio questo a rendere tutto così eccitante: vedere come entrambi realizzeranno a poco a poco di provare qualcosa l’uno per l’altra, senza poter e voler smettere di farlo.

  • Meredith e Amelia

Volete continuare a dirmi che queste due non sono sorelle anche dopo un episodio simile?
Se c’è una cosa che amo di Meredith Grey (aspetta, ma c’è qualcosa che non amo di Meredith Grey?) è il suo alto senso di lealtà verso chi non c’è più.

Verso quel genere di promesse che durano tutta una vita.

Mer ha promesso a Cristina di prendersi cura di Owen, così come l’ha fatto tacitamente a Derek con Amelia.

E non sempre le due cose coincidono, non sempre è tutto rose fiori.
Anzi, quasi mai.

Amelia, che in quella chiamata a inizio episodio mi ha distrutto i sentimenti, Amelia che si merita tutto il bene e la felicità di questo mondo, non può prendersela, non può andare avanti senza l’approvazione di Meredith.

E lei è lì a dirle: “sono la tua persona, sono dalla tua parte”.
È in quella scena la chiave di tutto questo rapporto.

Questo legame di costruzione\distruzione tra le due che funziona proprio perchè la famiglia è questo.

Amo le scene del trio Halliwell, mi piace il sole, cuore, amore di Maggie (quando non ruba le scopate degli altri) che stempera i toni tra due teste calde come Amy e Mer.

Ma proprio per questa conflittualità che amo da impazzire il legame tra Meredith e Amelia e che lo rende al pari di un legame di sangue.

  • Owen & Amelia

Sapete che ero contrario a questo matrimonio, che shippo questi due ma ero dal parere che fosse troppo presto, che così avrebbero rovinato tutto.

Ma dopo questo episodio, dopo il modo in cui hanno illustrato e costruito tutto, smantellando uno ad uno i nostri dubbi, dopo Alex, Mer, Owen e Amelia che pensano che l’amore della vita sia solo uno, che una volta andato niente si avvicinerà mai a quanto si è perso, e che nello stesso episodio, dopo varie peripezie e follie si ricredono su questo (messaggio meraviglioso) non ho potuto che cedere anch’io e lasciarmi trasportare in questa follia.

Amare è un rischio che vale la pena correre.

Perciò ero anch’io come la mamma di Owen, felice per questo matrimonio, commosso per Amelia che attraversa la navata, per Owen che dopo tante esterne fallimentari ce l’ha fatta, è arrivato alla scelta e non poteva avere di meglio.

Entrambi meritano di mandare tutto all’aria INSIEME.

Ps. Ai parenti stronzi di Amelia: è inutile che a Settembre scrivete a Maria per fare pace perchè noi non è che la busta ve la sbattiamo in faccia, ma gambizziamo direttamente il postino alla consegna.

  • Jolex

Sentite, la scelta di Jo sposata era qualcosa di così prevedibile, scontato e persino ridicolo che io stesso l’ho esclusa a priori.

Ma dio solo sa quanto ho shippato Jolex in questo episodio dopo anni.

Da quando Jo intraprendeva quella specie di relazione fallimentare con Marcel (si, insomma quello che ora fa il vampiro in The Originals, avete capito) e Alex pur non essendo più niente per lei, lo massacrava di botte per averla toccata.

In questo episodio ho finalmente rivisto Alex, quello che non è solo un buon amico, ma ha ancora una sua storia e una sua vita da vivere.

Quello che stanco della situazione fa i bagagli e se ne va, quello che urla e sclera perchè pretende un po’ di pace, quello che come tutti in questo finale, crede che il suo grande amore sia solo uno.

Ma poi si ricrede e capisce ciò che vuole a tal punto da sfanculare un matrimonio e andare a riprendersi Jo e nel trovarla in una situazione ambigua con un altro, non aspetta nemmeno di sentire una giustificazione ma parte in quarta.

Questo è Alex Karev.

E Jo, che sarà anche il più vecchio cliché di questo mondo, ma a me piace vederla così, come una principessa corrotta, quella col passato difficile e pieno di merda che prova a fare la cosa giusta ma finisce per combinare un casino.

A me piace per questo, proprio perchè lei è agli inizi, è giovane, acerba, deve essere imperfetta, sbagliata, complicata.
Deve crescere.

E smettiamola di prenderci in giro, Alex Karev ama tutto questo.

Lui ha proprio un debole per questo genere di cose, come Mer per quelle dark and twisty.

Può volere tutta la pace e la semplicità del mondo, ma se davvero l’avesse voluta non si sarebbe innamorato di Izzie Stevens, di Ava come Lava e qualsiasi sua ex dalla vita complicata e piena di merda.

Se davvero, dopo tutto il suo passato, avesse voluto un Emma (la ex di Owen nella decima stagione, l’Antonella Clerici di Seattle che faceva torte e muffin a tutte le ore e scopava solo di culo per arrivare vergine al matrimonio) non si sarebbe mai lasciato coinvolgere da Jo Wilson.
Non dopo quello che ha passato.

E invece non solo se ne innamora una prima volta, non solo se ne innamora una seconda volta, ma la SCEGLIE anche in questo episodio.

Vuole lei, vuole la sua merda, vuole le sue complicazioni.

E quando saprà del vero motivo per cui Jo (il pensiero di doverla chiamare con un altro nome mi spaventa, è come quando muore un papa e ce n’è uno nuovo, continuerai ad usare il vecchio nome per mesi) non PUÒ (non che non vuole) sposarlo, le resterà incollato addosso peggio di prima.

Farà qualcosa di stupido, come andare a cercare questo marito e farsi sparare in uno dei vicoli malfamati della nazione in cui rischierà la vita dopo una rissa.

Anche se prometterà a Jo di non fare nulla.

Perchè lei lo ama così tanto a tal punto da mentirgli per anni sul suo passato, per proteggerlo, per tenerlo al sicuro, perchè è lui quello che vuole.

E allo stesso modo Alex non potrà non fare qualcosa per liberarla da questo fardello, per darle la serenità che merita anche se il prezzo da pagare è altissimo.
Ma finalmente un po’ di drama per questa coppia, finalmente una premessa per renderli protagonisti nella prossima stagione, finalmente una storyline per loro che è solo l’inizio dopo questo lungo letargo.

  • Calzona

Callie mancherà, sopratutto quella delle passate stagioni rispetto a quella di quest’anno in cui non è apparsa al massimo del suo splendore.

Ma non c’era bisogno di un episodio Callie – centrico per farla uscire di scena, semplicemente perchè quello di Sara non è un addio allo show come è stato per Sandra (Cristina), ma un arrivederci.

Si prenderà una stagione o due di pausa e tornerà.

È un personaggio che quest’anno è emerso più per i lati negativi che per quelli positivi, ma ha trovato riscatto nel season finale.

Perchè tra l’amore e sua figlia, alla fine ha scelto sua figlia.

Ha scelto di restare, ha messo il bene della sua bambina prima di quello di chiunque altro, cosa che avrebbe dovuto fare dall’inizio perchè è una mamma, ma ehy, siamo umani, facciamo costantemente degli errori.
Ci sono le Arizona Robbins e poi le mamme Shepherd (non ricordo il suo nome e non mi prendo lo sbatty di andare a cercarlo perchè non se lo merita.)

Mi sarei incazzato per la scelta di Arizona se non avessi saputo dell’uscita di scena di Sara Ramirez.

Perchè mi sarei chiesto: “a che è servita la Civil War? A che è servito schierarsi in due team, farci la lotta tra fazioni opposte per poi arrivare a un epilogo simile?”

Ma dopo la scelta di Sara, quella era l’unica possibilità e non potevano fare di meglio.

Perchè ha riscattato il personaggio di Callie ma anche le Calzona stesse.

Callie non sarebbe mai partita senza Sofia.

Arizona si dimostra di nuovo un essere superiore in questo mondo, una vera signora e sceglie di essere magnanima.

Sceglie non solo per Callie, ma di nuovo per il bene di Sofia.
Perchè Sofia merita di avere due mamme felici.

E poi c’è quell’abbraccio finale, di due donne che si sono fatte la guerra ma in nome della felicità e della famiglia preferiscono sventolare bandiera bianca.

Il riscatto c’è stato.

Preferisco vederle così, che pur non amandosi più come un tempo, fanno di Sofia il cuore della coppia e tengono ancora l’una all’altra a tal punto da fare dei sacrifici, piuttosto che continuare a farsi la guerra a Seattle, sotto gli stessi occhi della loro figlia.

  • Japril

Un figlio ha distrutto questa coppia e un figlio arriva e torna ad unirli.
Anche questo un altro messaggio di speranza che questo episodio ci lascia.

April che preferisce patire tutto il dolore di questo mondo affinché suo figlio nasca sano, il coraggio e l’amore di una madre, Jackson che nonostante tutto sa che lei è l’amore della sua vita a tal punto da dire a Ben: “salva lei” e poi correggersi: “salva entrambi”.

Incredibile performance di Sarah Drew.

La migliore di questo finale.

  • Owen e Riggs

Altra bromance per cui faccio il tifo è quella tra Owen e Nathan.

Non fanno pace in questo episodio, ma almeno c’è una tregua.

È stato bello vedere come entrambi sono collegati da un passato e una storia che ancora non conosciamo ma che non vediamo l’ora di vedere.
Il fatto che si siano ritrovati dopo anni, di Nathan che va a portargli le fedi, che accetta di farlo, di Owen che nonostante l’odio lo invita a restare in un giorno così importante per lui.

Non è più il suo testimone come sarebbe dovuto essere, ma ci piace per questo.

Perchè la vita è breve, cambia in continuazione e il più delle volte fa anche schifo.

Ah e grazie Owen Hunt non solo per aver spinto Meredith & Nathan a farlo 4 volte in una notte, ma anche per averlo fatto restare e averci regalato la scena in chiesa tra i due.

Chissà come la prenderai quando scoprirai che sei proprio tu, involontariamente, il capitano di questa ship.

 
Conclusione:

Non devo aggiungere altro anche perchè è da un anno che sono qui a rompervi le palle e a dire tutti i motivi per cui questa stagione è stata la migliore degli ultimi anni, tutti i motivi per cui è stata meravigliosa, intensa, profonda, significativa e piena di luce.

Le promesse fatte nella 11×24 sono state mantenute.

Il sole è tornato a splendere in questa stagione transitoria che ha preparato tutti i nostri personaggi a un’avventura che sta per iniziare.

Grey’s ha ancora davanti a sé un futuro lungo e luminoso.

E non sono io a dirlo.

È l’entusiasmo con cui i vertici ABC parlano di questa serie che dopo 10 anni di vita torna ad essere lo show di punta della loro rete, il più visto del giovedì sera targato ABC.

Lo dicono i numeri, i milioni di spettatori che ogni giovedì sera considerano GA un appuntamento fisso e immancabile.

Lo dicono i 200,000 utenti giovani, che nel 2005 erano dei bambini e che adesso sono adolescenti, che ogni mese sulle piattaforme streaming cominciano a guardare questa serie dalla sua primissima stagione.

Non ringrazierò mai abbastanza Shonda Rhimes per aver ricostruito il mio tempio personale dopo averlo distrutto nella scorsa stagione, non la ringrazierà mai abbastanza per aver fatto ritornare Grey’s al suo apice, per averlo reso di nuovo una Bibbia, LA Bibbia, un porto sicuro, un appuntamento settimanale atteso con gioia.

Non potrò mai ringraziarla abbastanza per tutti i messaggi che solo in questa stagione ha lanciato, per averci dato speranza, per averci convinto a credere come Tiziano Ferro che: “arriverà la fine, ma non sarà la fine” che finché abbiamo un cuore che batte, abbiamo l’opportunità di essere felici, di rinascere e ricominciare a qualsiasi età.

E che il nuovo inizio è diverso dal passato, ma non per questo meno emozionate, potente e straordinario.

Che siamo noi stessi il sole.

Non potrò ringraziarla per questo viaggio che continua ad essere un vero sogno, ma posso ringraziare voi per tutto l’affetto con cui ogni settimana avete atteso gli scleri di questo disagiato su questa serie la cui passione ci accomuna.

Grazie a te se sei arrivato a leggermi fino in fondo e non hai mollato 5 pagine fa come invece avrei fatto io.

Voto Stagione: 9,5

Voto episodio: 8,5

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